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  • Perché non puoi smettere di giudicare

    Se tu sapessi veramente cosa hai dovuto vivere nell’infanzia non ti giudicheresti,

    ma non lo sai.
    L’hai accantonato per poter andare avanti e sentirti all’altezza del complesso compito di dover crescere.
    Se tu sapessi veramente quanta paura hai dentro non ti giudicheresti per i tuoi errori, ma non lo sai.
    L’hai smarrito nel tentativo di competere con te stesso e le tue debolezze e vincere l’applauso del mondo e dei tuoi genitori.
    Se tu sapessi veramente quanta disperazione hai dentro non giudicheresti il prossimo per i suoi gesti disperati, ma non lo sai, perché non lo potresti reggere.
    Così rifugiato nel piccolo scoglio della mente razionale con i suoi stereotipati giudizi (di superiorità, di inferiorità, di essere o non essere bravi, di essere o non essere migliori di altri) eviti semplicemente di sapere quello che c’è, con la sua angoscia e il suo bisogno di essere abbracciato.
    Siamo tutti sulla strada della disperazione come diceva il mio insegnante Sergio Mazzei: se vuoi smettere di giudicare il tuo partner, i tuoi amici, il mondo, te stesso renditene semplicemente conto (con il respiro, la meditazione, la psicoterapia).
    L’alternativa al diventare consapevole è lo scaricare le tue angosce e i tuoi conflitti sugli altri e riempirli di caos, in cambio del tuo fragile equilibrio.
    Il prezzo del giudizio e della separazione in cambio di una misera tranquillità o il prezzo dell’angoscia in cambio della compassione e del senso di unità.
    Quale scegli?

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